Settecentomila visite in pochi giorni. Se è un filmato amatoriale, complimenti allo zelante reporter di Shanghai. Ma se è un viral di Chevrolet per il SUV Captiva, come tutto lascia pensare, ancora una volta, grazie al “Tubo” e a un’idea vincente, la pubblicità ha fatto centro. Ovviamente, rompendo gli schemi (e forse qualche paraurti…).
Che cosa accomuna Bruce Lee, lo sport del tennis tavolo e Nokia? Apparentemente, poco o nulla. In realtà, un video virale tra i più cliccati del Web. L’idea di far rivivere i personaggi del passato grazie alle manipolazioni digitali della celluloide non è affatto nuova. In Forrest Gump si vedeva il personaggio di Tom Hanks dialogare amabilmente con più di un presidente americano. Le evoluzioni di Bruce Lee con la racchetta da ping pong sono comunque spettacolari da vedere, di certo sono stati efficaci nello scatenare il passaparola. Resta da comprendere il collegamento con Nokia, che le immagini da sole non chiariscono: chi sa tradurre il claim in cinese si faccia avanti.
Imprese “sportive” impossibili? Documentate da traballanti filmati “amatoriali”? Più di quindicimila contatti su YouTube dallo scorso luglio?
Qui Nike ci cova…
O cominciamo ad economizzare, o è meglio che l’energia ce la produciamo da soli. Col sudore, e stavolta non è una metafora di biblica memoria.
Questa è l’idea alla base di un’iniziativa di ambient marketing (a bassisimo impatto… economico), che arriva dalla Russia. Biciclette collegate in stile dinamo ai lampioni; manubri da palestra per far funzionare gli asciugacapelli nei bagni pubblici. E piccoli stickers applicati in prossimità delle installazioni.
In un momento storico in cui la responsabilità sociale è molto spesso leva di marketing, la comunicazione può farsi carico di messaggi positivi. Senza spendere molto, se non in termini di idee.
Non c’è da scherzare. Mentre dalle nostre parti siamo ancora fermi alle stucchevoli diatribe del tipo “agenzia v.s. libero professionista”, e ci si accanisce su fee e mark-up, su etica e dedizione e se sia nato prima l’uovo o la gallina, negli Stati Uniti, tradizionalmente più avanti, vogliono fare la pelle ai creativi.
La poco amichevole body copy recita così: “Hanno ucciso il tuo budget, ora è tempo di restituire loro il favore. E quale occasione migliore di uno shooting fotografico in Florida per uccidere i tuoi creativi? Pensaci. Tu ci guadagni una vacanza e gli scatti perfetti per la tua campagna, e i tuoi creativi se vanno al creatore…”
Così la pensano quelli di shootinflorida.com, portale per il recruitement di risorse creative nel campo della fotografia in Florida.
Copywriters, tirate pure un sospiro di sollievo. Per ora questi ce l’hanno solo con fotografi e art directors. Tuttavia, leggendo la body copy fino in fondo, ci si imbatte in un paragrafetto asteriscato che assicura che nessun creativo è stato ucciso durante la lavorazione dell’annuncio, “anche se non per mancanza di volontà”.
Eviterei le vacanze sulle Everglades, quest’anno. Di questi tempi per un creativo è meglio star chiuso in casa e dare un’occhiata alla creatività davvero incisiva. Come quella lì sopra, ad esempio.
Da oggi e per tutto il weekend Riva del Garda sarà l’ombelico del mondo dei blog italiani.
La prima edizione di Blog Fest riunirà nella cittadina gardesana tutto ciò che gira intorno al mondo del Web 2.0.
Il programma si annuncia ricco di eventi, dibattiti, seminari e momenti ludici, in una Riva del Garda per l’occasione completamente “wifizzata” (il mondo della comunicazione web è una fonte inesauribile di neologismi).
Tutto ciò a dimostrazione che i blog sono ormnai diventati un vero e proprio media, meritevole di attenzione, di considerazione e di eventi mirati anche in Italia. Era ora!
Da non perdere, nell’ambito della BlogFest, il primo ADVCamp italiano, un campus totalmente dedicato alla pubblicità on-line, che vedrà partecipare non solo gli addetti ai lavori (pubblicitari, uomini di marketing e ovviamente blogger), ma anche gli stessi consumatori. Il Camp è organizzato dal Club dei Media Sociali e sponsorizzato da Windows Live, a testimonianza che Microsoft, dopo il Leone d’Oro vinto a Cannes con lo spot di Halo 3, ma non solo, ha sempre più a cuore il mondo dell’advertising.
Ottima occasione per pubblivori e addetti ai lavori di sfruttare uno degli ultimi weekend d’estate (tempo permettendo) per una gita solo geograficamente fuori porta: la destinazione è l’ultima frontiera della comunicazione.
Andrete al BlogFest? Perchè non ci fate sapere com’è andata?
Il link dei commenti di questo post aspetta di essere cliccato.
Rémi Gaillard (Montpellier, 16 febbraio 1975) è un umorista francese.
Gaillard è un giovane con la passione per il calcio e per la televisione, molto conosciuto in Francia per i suoi scherzi, che non esita poi a pubblicare su internet. La sua storia comincia nel 2002, alla finale di Coppa di Francia. Lui, alla premiazione finale, si intromette in campo, indossando la maglia di una delle squadre in gara. E riceve anche i complimenti di Chirac, la medaglia e rilascia pure interviste. Senza che nessuno si chieda chi sia, se non il giorno dopo, quando ormai era troppo tardi.
Poi la decisione di creare una serie di filmati dal titolo “Mettila dove vuoi”, e prendendo in giro il celebre spot tv, dove Remi Gaillard gioca con il suo pallone lanciandolo ovunque, dai cantieri alle auto della polizia, e facendo sempre gol.
Il celebre spot citato da Wikipedia è quello di Nike, e l’iniziativa dell’umorista francese sa tanto, ma proprio tanto, di viral… Di sicuro, l’azienda americana non si sarà lamentata.
L’estate sta finendo, un anno se ne va e tornati dal controesodo si ricomincia con la routine quotidiana, social networking compreso.
Tra le quasi 30 mila (sic!) applicazioni del generosissimo Facebook, c’è anche My Room: l’utente può disporre di tante stanzette virtuali vuote da arredare con il mobilio più disparato, per costruire la magione dei suoi sogni. Le dinamiche sono quelle da raffinata catena di Sant’Antonio in salsa 2.0 che caratterizzano Facebook; più contatti invito ad installare My Room, più crediti ho a disposizione per acquistare sedie, letti, suppellettili e tappezzerie.
Va a finire che, clic dopo clic, si possa ricostruire un ambiente davvero grazioso, una nursery per il bimbo in arrivo, ad esempio. Un momento, a me quel fasciatoio sembra proprio di averlo già visto da qualche parte…
Le immagini in alto non ammettono dubbi: la nursery costruita con pazienza e massicce dosi di spam su Facebook è una copia esatta dello spazio allestito da Ikea per il catalogo on-line!
Semplice coincidenza? Davvero improbabile pensare che l’idea sia al 100% frutto dei programmatori di My Room e che dietro non ci sia la mano del gigante svedese, che in quanto a comunicazione non convenzionale ha parecchio da insegnare. La riprova è che la nursery, sebbene il più evidente, non è l’unico locale sfacciatamente ricostruibile su Facebook. Provare per credere, come diceva il compianto Guido Angeli, indimenticato alfiere di un altro mobilificio che a suo modo ha fatto la storia.
Un sito web tedesco, Pundo3000.com, ha condotto uno studio su cento diversi prodotti alimentari di largo consumo, confrontando l’aspetto reale degli alimenti in questione con quello raffigurato sui packaging. Citando il sito stesso (che è in tedesco…): “Lo scopo del progetto non è quello di screditare alcun brand, quanto piuttosto di confrontare in modo critico l’immagine del contenitore con quella del contenuto”.
Sarà, ma non tutti i prodotti esaminati escono bene dallo zelante studio…
Parlare di video virali (e discutere della loro presunta veridicità) è ormai diventata un’abitudine, grazie alla diffusione massiccia delle nuove tecnologie legate al Web 2.0, You Tube su tutte.
Proprio dal caro vecchio Tubo salta fuori un reperto perlomeno enigmatico: un video virale per Volkswagen Golf datato 1996!
Si tratta di un’abile mistificazione spazio-temporale? Lo scherzo di qualche buontempone? Che in casa Volkswagen siano “avanti” in fatto di comunicazione e di creatività applicata ad essa è cosa nota. Ma che senso poteva avere un video virale dodici anni fa, quando le possibilità di creare rapida diffusione tramite mezzi accessibili in modo capillare, cioè in rete, era poco più che fantascienza? Tramite quali media poteva essere veicolato il video che mostra la nostra intrepida Golf in un gioco delle parti “rovesciato” insieme a un carro attezzi, ripresa dall’occhio “indiscreto” delle telecamere fisse a circuito chiuso di un’autostrada?
Il dibattito è aperto.
Udite udite. Una surfata su You Tube ed ecco il viral di Fiat per la Punto (in realtà ce ne sono due, ma questo è quello più divertente, a parere di chi scrive. Chi vuole, si vada a cercare l’altro).
Rispetto a tante altre cose viste sul Tubo, il viral in questione pare piuttosto “all’acqua di rose”. Carino, di certo il video genererà una dose più che buona di viralità, ma sui mezzi di comunicazione non convenzionali si può essere decisamente più “shoccanti”. A patto di avere in budget qualcosa più di un lenzuolone bianco.
Un esempio? Qui in basso il viral di una Nissan piuttosto robusta…