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Hong Kong non è l’unica metropoli al mondo con l’aria inquinata oltre ogni soglia di pericolo. Ma nell’ex colonia britannica c’è chi ha pensato di sottolineare il problema con un billboard “speciale”, la cui superficie attrae il pulviscolo creando un visual che non ha bisogno di commenti. Così come l’headline: “L’inquinamento inquina”.
Una bella carrellata di autobus trasformati ad uso e consumo pubblicitario. In tempi di scioperi selvaggi e disagi di ogni sorta, chissà che la creatività non possa riconciliare la clientela dei vituperati “mass transports”.
Travestito da camion della nettezza urbana per sensibilizzare gli olandesi sul tema dei rifiuti.
Popolato di improbabili lavavetri sulle fiancate per la multinazionale del recruitement Monster (l’headline recita: “Lavoro sbagliato?”)
Sagomato come una fisarmonica, per il festival di musica irlandese di Camden (Londra).
In alcune stazioni del metro di Hong Kong ecco delle “trappole” in guisa di floorgraphic per promuovere il film National Treasure. Un ambient “trompe l’oeil” di forte impatto visivo e comunicativo.
Il riscaldamento globale è un tema che… scotta. Al di là dei giochi di parole, i comunicatori sociali sensibilizzano da tempo l’opinione pubblica su un problema che interessa il futuro del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari, dovuto al riscaldamento dell’atmosfera, innalzerebbe il livello dei mari a tal punto che molte città sarebbero sommerse. Un futuro apocalittico, disegnato con efficacia sulle pareti di una piscina in questa azione di ambient subacquea.
Ambush, in italiano “imboscata”. Nel marketing, sfruttare un evento mediatico per promuovere in modo non autorizzato un brand non inserito tra gli sponsor ufficiali.
Memorabile l’”imboscata” perpetrata da K-Swiss allo scorso Roland Garros, il torneo tennistico più prestigioso di Francia, avessi detto. Da un billboard, un giocatore “spara” su un auto in sosta una palla (rigorosamente brandizzata) di dimensioni XXL.
Qui il video dell’iniziativa che lo scorso giugno ha incuriosito i parigini, gente che tende a guardare tutto con un certo snobbistico distacco…
“Il sushi? Se proprio volessi del mercurio, mangerei un termometro”. La battuta è di un film di qualche anno fa, fatto sta che il piatto a base di pesce crudo made in Japan è ormai sdoganato in mezzo mondo, tanto da diventare anche modaiolo.
E di “moda” è anche considerare le scale mobili dei centri commerciali come media. La ragione, stavolta è ben più logica. Le scale mobili, non-luogo di passaggio per eccellenza, sono diventate un simbolo dell’ambient marketing, dato il massiccio e continuo afflusso di potenziale pubblico pubblicitario, e la facilità di intervenire con azioni di comunicazione non convenzionale e a basso costo. L’esperienza di semplice attesa sui gradini della scala mobile può dunque facilmente trasformarsi in qualcos’altro.
Immagine e video documentano un’azione di ambient per il franchising Sushi Roll in un centro commerciale australiano. Secondo i dati forniti dal video, l’iniziativa ha fruttato un incremento, non solo delle vendite del ristorante, ma anche degli stessi passaggi sulla scala mobile. Potenza del marketing. O dei rotolini di pesce crudo e riso?
Non c’è da scherzare. Mentre dalle nostre parti siamo ancora fermi alle stucchevoli diatribe del tipo “agenzia v.s. libero professionista”, e ci si accanisce su fee e mark-up, su etica e dedizione e se sia nato prima l’uovo o la gallina, negli Stati Uniti, tradizionalmente più avanti, vogliono fare la pelle ai creativi.
La poco amichevole body copy recita così: “Hanno ucciso il tuo budget, ora è tempo di restituire loro il favore. E quale occasione migliore di uno shooting fotografico in Florida per uccidere i tuoi creativi? Pensaci. Tu ci guadagni una vacanza e gli scatti perfetti per la tua campagna, e i tuoi creativi se vanno al creatore…”
Così la pensano quelli di shootinflorida.com, portale per il recruitement di risorse creative nel campo della fotografia in Florida.
Copywriters, tirate pure un sospiro di sollievo. Per ora questi ce l’hanno solo con fotografi e art directors. Tuttavia, leggendo la body copy fino in fondo, ci si imbatte in un paragrafetto asteriscato che assicura che nessun creativo è stato ucciso durante la lavorazione dell’annuncio, “anche se non per mancanza di volontà”.
Eviterei le vacanze sulle Everglades, quest’anno. Di questi tempi per un creativo è meglio star chiuso in casa e dare un’occhiata alla creatività davvero incisiva. Come quella lì sopra, ad esempio.
Meister Camera ha proposto, nel dicembre 2007, un ambient originale e davvero interessante, disseminando gli spazi urbani di curiosi cagnolini “pixelati”, accompagnati da un cartello. Il messaggio è semplice e chiaro: guardali con dettaglio migliore.
L’effetto visivo è soprendente e molto simpatico: la realizzazione dei cagnetti “in bassa risoluzione” ha richiesto ore di lavoro artigianale e migliaia di cubetti di legno per costruire i modelli.
Da oggi e per tutto il weekend Riva del Garda sarà l’ombelico del mondo dei blog italiani.
La prima edizione di Blog Fest riunirà nella cittadina gardesana tutto ciò che gira intorno al mondo del Web 2.0.
Il programma si annuncia ricco di eventi, dibattiti, seminari e momenti ludici, in una Riva del Garda per l’occasione completamente “wifizzata” (il mondo della comunicazione web è una fonte inesauribile di neologismi).
Tutto ciò a dimostrazione che i blog sono ormnai diventati un vero e proprio media, meritevole di attenzione, di considerazione e di eventi mirati anche in Italia. Era ora!
Da non perdere, nell’ambito della BlogFest, il primo ADVCamp italiano, un campus totalmente dedicato alla pubblicità on-line, che vedrà partecipare non solo gli addetti ai lavori (pubblicitari, uomini di marketing e ovviamente blogger), ma anche gli stessi consumatori. Il Camp è organizzato dal Club dei Media Sociali e sponsorizzato da Windows Live, a testimonianza che Microsoft, dopo il Leone d’Oro vinto a Cannes con lo spot di Halo 3, ma non solo, ha sempre più a cuore il mondo dell’advertising.
Ottima occasione per pubblivori e addetti ai lavori di sfruttare uno degli ultimi weekend d’estate (tempo permettendo) per una gita solo geograficamente fuori porta: la destinazione è l’ultima frontiera della comunicazione.
Andrete al BlogFest? Perchè non ci fate sapere com’è andata?
Il link dei commenti di questo post aspetta di essere cliccato.
Parlare di video virali (e discutere della loro presunta veridicità) è ormai diventata un’abitudine, grazie alla diffusione massiccia delle nuove tecnologie legate al Web 2.0, You Tube su tutte.
Proprio dal caro vecchio Tubo salta fuori un reperto perlomeno enigmatico: un video virale per Volkswagen Golf datato 1996!
Si tratta di un’abile mistificazione spazio-temporale? Lo scherzo di qualche buontempone? Che in casa Volkswagen siano “avanti” in fatto di comunicazione e di creatività applicata ad essa è cosa nota. Ma che senso poteva avere un video virale dodici anni fa, quando le possibilità di creare rapida diffusione tramite mezzi accessibili in modo capillare, cioè in rete, era poco più che fantascienza? Tramite quali media poteva essere veicolato il video che mostra la nostra intrepida Golf in un gioco delle parti “rovesciato” insieme a un carro attezzi, ripresa dall’occhio “indiscreto” delle telecamere fisse a circuito chiuso di un’autostrada?
Il dibattito è aperto.
Udite udite. Una surfata su You Tube ed ecco il viral di Fiat per la Punto (in realtà ce ne sono due, ma questo è quello più divertente, a parere di chi scrive. Chi vuole, si vada a cercare l’altro).
Rispetto a tante altre cose viste sul Tubo, il viral in questione pare piuttosto “all’acqua di rose”. Carino, di certo il video genererà una dose più che buona di viralità, ma sui mezzi di comunicazione non convenzionali si può essere decisamente più “shoccanti”. A patto di avere in budget qualcosa più di un lenzuolone bianco.
Un esempio? Qui in basso il viral di una Nissan piuttosto robusta…
Trasformare il brand in esperienza sul Virtual Social World. È la strategia alla base dell’operazione “catalogo virtuale” con cui Comunicattore ha accompagnato Alfa Lum su Second Life.
Le porte e i serramenti prodotti dall’azienda trovano collocazione su una bellissima isola esotica nel cuore del mondo sociale virtuale. I visitatori possono così visitare lo showroom dell’azienda, allestito come una galleria di preziosi oggetti di design: è inoltre possibile reperire informazioni sui singoli prodotti attraverso schermi interattivi.
Il design dell’isola Alfa Lum, curato da Indusgeeks, è completato da aree relax posizionate nei luoghi più suggestivi di questo vero e proprio resort tropicale virtuale.
Per maggiori informazioni e per visitare l’isola, clicca qui.
Viviamo in un’epoca di profonda trasformazione della società; un passaggio, quello dall’era industriale a quella post industriale, tutt’altro che indolore. La nostra è un’epoca di transizione e grandi incertezze, ma anche di stimolanti opportunità.
Il marketing sta diventando societing; i desideri stanno sostituendo i bisogni, e le esperienze prendono il posto dei prodotti nell’immaginario del mercato.
L’era della centralità della produzione è tramontata: si parla sempre più di centralità del consumo. Grazie anche alle nuove tecnologie dell’informazione, si afferma un nuovo tipo di consumatore, autonomo, informato e protagonista del processo di scambio: il consumatore è diventato consumATTORE.
Il web 2.0 ha reso obsoleti i termini del marketing da manuale accademico, quelli mutuati dal linguaggio bellico, per intenderci: “colpire il target”, “attaccare il mercato”, “campagna di marketing”. Ora che i confini tra chi produce contenuti e chi ne fruisce sono sempre più labili, la differenza, per chi fa comunicazione di mestiere, sta nella capacità di costruire relazioni chiare, oneste e durature con l’interlocutore. La brand awareness del consumatore lascia il posto al brand engagement del consumATTORE.
E forse è il caso che anche il comunicatore faccia spazio al ComunicATTORE, ovvero a figure professionali in grado di reinterpretare i linguaggi dell’advertising adattandoli alla società e al mercato in continuo mutamento.
Consiglio per gli acquisti: la pubblicità non è morta. È cambiata.
Comunicattore è stata nell’ottobre 2006 la prima agenzia italiana ad aprire una sede su Second Life, sbarcando sul virtual social world per esplorarne il marketing applicato.
Il bellissimo palazzo che ospita la sede, realizzato in collaborazione con i partners indiani di Indusgeeks, è stato recentemente oggetto di restyling e presto aprirà al pubblico con eventi mirati.
Maggiori informazioni saranno pubblicate a breve su questo blog.
Ma chi l’ha detto che non si possa cogliere l’opportunità di comunicare anche in un giorno, il primo di Aprile, in cui scherzi e pesci di ogni tipo e forma, insidiano il quieto vivere della gente???
Il pesce rosa ha accettato la sfida vincendola.
La semplicità dell’idea (regola n° 1), l’appeal sul target di riferimento (regola n° 2), la chiarezza del messaggio e le tante accortezze e attenzioni che è necessario dedicare a un’operazione su media non convenzionali hanno fatto sì che Europa Donna se ne innamorasse, ma soprattutto, che ogni singola persona colpita… Magari anche qualcuno di voi mentre passeggiava ignaro per le vie del centro di Milano proprio in quel giorno, ne leggesse il messaggio. Certo è che la comunicazione sociale dà tanti spunti creativi come altrettanto certo è che, noi italiani, creativi per antonomasia, a volte non riusciamo a trovare la sintesi creativa per vestire un’opportunità con vero e proprio messaggio.
Su le maniche ragazzi, e tanti tanti bagni d’umiltà (possibilmente in acqua fredda). Cannes è vicina e il mondo della pubblicità avanza e cambia molto velocemente! Viva la creatività italiana e tutti quelli che come noi, si prodigano per darle lustro, professionalità e soprattutto un inconfondibile tratto latino!