“Chi riesce a guardare il mio film da solo in una sala cinematografica fino ai titoli di coda riceverà un premio in denaro di 500.000 rupie (circa 7.500 euro)“. Parola del cineasta indiano Milind Gadagkar, regista di Phoonk 2, horror che promette di alzare la soglia del brivido (?) raggiunta dai vari Blair Witch Project, Paranormal Activity e compagnia.
Per ora, con i predecessori, l’horror bollywoodiano ha soprattutto un punto in comune: il battage mediatico di un’efficace campagna di passaparola e viral marketing, vero motivo del successo di filmetti girati a bassissimo costo e spesso decisamente meno spaventosi di certi reality show nostrani. Comunque, il mezzo milione di rupie messo in palio pare una cosa seria, se è vero che i “candidati” saranno monitorati con la misurazione di battito cardiaco, pulsazioni, frequenza respiratoria, sudori freddi, eccetera. Valori che a Sanremo avrebbero mandato in tilt le macchine.
La notizia (e la mezza citazione della battuta su Sanremo) è cortesia di Bloguerrilla.
San Valentino 2010 cade di domenica. Il che significa rischio psicodramma, specie se lui è appassionato di calcio e lei è particolarmente votata al romanticismo. Come ovviare al problema?
Ci ha pensato Puma, con un viral divertente che coinvolge i gruppi ultras. Per l’occasione, i tradizionali ”slogheggi” sono sostituiti da testo e melodia in linea con la ricorrenza. Questi auguri così particolari si possono condividere e regalare dal sito www.pumahardchorus.com
Tre mesi di stage retribuito a 10.ooo € al mese. Refuso di battitura? Pesce d’aprile anticipato? Tutt’altro: l’idea arriva dalla Francia, più precisamente dalla società Reve-Prive.com, che si occupa di concorsi on-line.
Per cercare di ottenere lo “stage meglio pagato di Francia”, come lo definiscono in azienda, basta registrarsi sul sito e compilare (a pagamento) un questionario sul marketing. L’iniziativa ha ovviamente un fondo pubblicitario, e ci mancherebbe altro. Ma il posto di stagista è realmente in palio, come assicura uno dei responsabili di Reve-Prive.com, intervistato da LePost.fr: “Lo scopo è quello di suscitare un buzz - dichiara Quentin Clarisse - abbiamo lanciato la società nello scorso novembre, dunque avevamo bisogno di uno strumento per far parlare di noi. In più abbiamo realmente bisogno di uno stagista, ecco perché abbiamo deciso di lanciare un concorso”. Et voilà.
Dopo i festeggiamenti di rito, eccoci giunti nei (si spera) ruggenti Anni Dieci. Negli Stati Uniti hanno pensato anche a chi non ha visto per un pelo l’alba del nuovo decennio, magari perché passato a miglior vita a causa dell’ubriachezza del veglione di San Silvestro. Succede nella cittadina di Rome, in Georgia, dove un impresario di pompe funebri ha avuto la curiosa, forse macabra, senza dubbio molto poco convenzionale idea di regalare un funerale “tutto compreso” agli sventurati incorsi in incidenti letali a causa della guida in stato di ebbrezza a Capodanno. Un’iniziativa che senza dubbio ha fatto discutere, ma che pare abbia avuto un certo impatto pubblicitario sull’immagine dell’attività commerciale del nostro. L’idea non ha comunque fruttato risultati commerciali a breve termine, tanto che le prenotazioni del funerale omaggio sono rimaste a zero. Come dire: se tutto il mondo è paese, contro la scaramanzia anche le campagne di marketing più aggressive del mondo hanno scarso effetto.
Quella di Atrapalo è una case history che testimonia in modo esemplare l’efficacia del marketing virale nel settore del turismo.
Il tour operator on line spagnolo (da poco sbarcato anche in Italia) già nel 2006 lanciò la singolare iniziativa “La gran atrapada” (letteralmente: “la grande acchiappata”, dal nome dell’azienda, che in italiano significa proprio “Acchiappalo”): l’operazione consisteva nel mandare in giro per le città, a orari prefissati, dei ragazzi che correvano. Chi riusciva ad “acchiapparli” vinceva un viaggio. Peccato che i ragazzi in questione fossero atleti professionisti! (I viaggi vennero comunque regalati agli “acchiappatori” più intraprendenti).
La scorsa estate Atrapalo ci ha riprovato con “El Trato” (il patto), un’iniziativa riassumibile così: tu parti, valuti la soddisfazione del tuo viaggio, poi decidi se e quanto pagare. L’operazione è stata un successo, con oltre 500 “pattti” stipulati, contro i 300 previsti, e oltre 42.000 registrazioni al sito web dell’azienda. Ciò dimostra che la democratizzazione del consumo è un trend in crescita e che può generare viralità e immagine positiva per l’azienda. Nel caso di Atrapalo si è registrato anche un ritorno economico, diversamente da quanto pare essere accaduto per i Radiohead: la band inglese scelse di far decidere il prezzo del nuovo album ai consumatori, ma i ricavi dell’operazione furono a dir poco miseri, nell’ordine di qualche decina di centesimi a copia.
Ora resta da vedere cosa si escogiteranno i ragazzi del marketing di Atrapalo per il mercato italiano. Drizzate le antenne.
Sto lanciando l’ultima campagna virale per conto di Samsung la quale mostra l’animazione di due simpatici laptop.
Vorrei sapere se ti piace
Grazie
Vincenzo
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