Negli USA il brand svedese ha lanciato un’azione tattica in concomitanza con l’elezione del nuovo presidente. L’idea è semplice: basta avere voglia di sentirsi Obama per un giorno, e soprattutto visitare EmbraceChange09, dove si ha a disposizione lo Studio Ovale e un’ampia scelta di mobili e suppellettili per riarredare e organizzare secondo il proprio gusto.
L’iniziativa è crossmediale. E’ stata infatti supportata da un installazione on field in una stazione della metropolitana del Discrict of Columbia, dove il pubblico ha potuto fare esperienza reale di una porzione di Studio Ovale tutta made in Ikea.
Questo è marketing. Ogni commento è superfluo, se non una precisazione da copywriter per chi non mastica la lingua di Albione: “bush”, in inglese, significa “cespuglio”. (Veet produce prodotti per la depilazione).
Lui, lei e l’altro, a Venezia. Potrebbe essere la trama del più classico dei melodrammi cinematografici. Se non fosse che i protagonisti del “triangolo” sono carte da gioco (tra i personaggi secondari c’è anche il due di picche), e la storia è ambientata… sui mezzi pubblici.
Ovviamente, c’entra la pubblicità.
A Venezia i bus navigano placidi sui canali, ma evidentemente questo non è un deterrente alla voglia di “brandizzarli”, come si fa coi mezzi “terrestri”. L’originale operazione promuove le giocate al Casinò veneziano. Altro che amore.
Venerdì, birra fuori con gli amici alle porte. Da tempo le campagne per la promozione del consumo responsabile di bevande alcoliche fanno uso (almeno all’estero, ma questo è un altro discorso…) di media non convenzionali. Ne è un… brillante esempio la serie di installazioni allestite in Brasile per la birra Primus. Che invitano a terminare la serata altrove, anziché sui luccicanti, ma pericolossissimi ostacoli coperti di tessere argentate, a mo’ di lampadari da disco anni Settanta.
Bloguerrilla segnala un divertente viral per la bibita (inequivocabilmente “rinfrescante”) Mountain Dew. Le caratteristiche tipiche del video virale ci sono tutte, ed è interessante il gioco di parole inglese: “dont’dew it at home”, il classico “non fatelo a casa” che sfrutta l’assonanza del nome di prodotto (”Dew”, rugiada), con il verbo “fare” (”do”). Cose che i copywriter amano moltissimo.
L’operazione sembra tanto un fake. Ma l’idea è da premiare. Listerine è forse il collutorio più famoso al mondo. E questo ambient irriverente piazza il pack shot del prodotto sui soffitti degli studi dentistici. Sdraiato sulla poltrona dove nessuno vorrebbe mai stare, il malcapitato paziente si ritrova a leggere. E a pensare. Dedicato ai patiti del “potevi pensarci prima”.