ComunicattoreBlog presenta l’appuntamento fisso dei prossimi venerdì, quello con le Bugie Grafiche.
Trattasi di manifesti solidali con chi di comunicazione ne mastica e, soprattutto, ne ha fatto la propria professione.
Perché pare che tutti si sentano art director, copywriter, grafici, impaginatori, esecutivisti, creativi o amanti del bello, sotto l’ombrello del “tanto lo so fare anch’io” o peggio ancora de “il cliente ha sempre ragione”. Sarà…
L’idea è a cura di baddesignkills.com, che ai tempi prese l’iniziativa (ora sembra che vendano t-shirt…)
Vai con la Bugia Grafica Numero Uno.
Questo suggestivo ambient outdoor per Koleston Naturals sfrutta le condizioni di luce sul mare nelle diverse ore del giorno per regalare effetti sempre diversi ai capelli dell’avvenente modella illustrata sul billboard. Per un’acconciatura che più naturale non si può.
“Questo è ciò che si vede quando fumi”. Il messaggio è tanto eloquente quanto poco convenzionale nel modo in cui è “veicolato”.
Ancora un ottimo esempio di messaggi sociali trasmessi attraverso azioni anticonvenzionali.
In alcune stazioni del metro di Hong Kong ecco delle “trappole” in guisa di floorgraphic per promuovere il film National Treasure. Un ambient “trompe l’oeil” di forte impatto visivo e comunicativo.
Imprese “sportive” impossibili? Documentate da traballanti filmati “amatoriali”? Più di quindicimila contatti su YouTube dallo scorso luglio?
Qui Nike ci cova…
Il riscaldamento globale è un tema che… scotta. Al di là dei giochi di parole, i comunicatori sociali sensibilizzano da tempo l’opinione pubblica su un problema che interessa il futuro del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari, dovuto al riscaldamento dell’atmosfera, innalzerebbe il livello dei mari a tal punto che molte città sarebbero sommerse. Un futuro apocalittico, disegnato con efficacia sulle pareti di una piscina in questa azione di ambient subacquea.
Una macchina che parcheggia dovunque? Detto, fatto: il billboard diventa interstizio tra manifesti: la Smart (e solo la Smart, beninteso) ci parcheggia “dentro” senza difficoltà.
L’utilitaria chic che diventa auto da famiglia allungando il passo? basta trasformare l’affissione in uno specchio deformante ed ecco pronta una suggestione visiva che comunica più del prodotto (che in effetti non c’è).
nell’era dell’interazione, i supporti tradizionali dell’above the line diventano semanticamente interattivi. Per la gioia di chi fa creatività, e - perchè no - per il piacere ludico del pubblico urbano.
La azioni di comunicazione non convenzionale si prestano molto bene a veicolare messaggi sociali, per il costo relativamente basso, e la capacità di “colpire” (talvolta anche in modo scioccante) in situazioni quotidiane e in luoghi di affollato passaggio, magari camuffandosi tra gli elementi dell’ambiente urbano.
In Vietnam e Mongolia è drammatico il fenomeno dei bambini di strada che rovistano tra l’immondizia in cerca di cibo. Per sensibilizzare sulla tematica, Leo Burnett Hong Kong ha piazzato accanto ai cestini dei rifiuti sacchetti neri di inquietanti sembianze umane. Un’operazione di forte impatto e di indubbio valore comunicativo e sociale. Poi dicono che i pubblicitari non hanno cuore.
Le grandi idee nascono dall’immediatezza e dalla semplicità, è un dato di fatto. Il concetto vale anche per questo ambient di Nivea, che magari non farà fare i salti di gioia ai dermatologi, ma che è di indubbia efficacia comunicativa. Certo, se la location è Dubai e il cliente una delle aziende leader mondiale del proprio settore, il rilievo dell’operazione aumenta esponenzialmente. Ma questo è un altro discorso.