the back side of a copywriter

Porta un giovane copywriter ai Cannes Lions, praticamente il carnevale di Rio dei pubblicitari. Fagli indossare la t-shirt nuova di zecca della sua altrettanto giovane e dinamica agenzia, e catapultalo alla festa di Shots, una delle più cool della Croisette. Risultato: un flusso di relazioni pubbliche da far impallidire il più scafato dei diplomatici dell’ONU.
Un po’ di fortuna e può anche accadere che una crew di giovani video blogger londinesi immortali l’imberbe copy in un frame del docu-video del party, pubblicato su Cannes Fringe e visibile anche qui in basso:

Cannes, per un giovane pubblicitario italiano, è una buona occasione per venire a contatto con i creativi di mezzo orbe terracqueo e accorgersi ancora una volta di quanto questo mestiere sia influenzabile e influenzato dal contesto socio culturale a cui si appartiene.
Ed è meglio non dimenticare, che non è tutto oro quello che luccica, e che, passato il carnevale di Rio, puliti i coriandoli e smaltito l’hangover, resta la realtà di un ambiente tanto affascinante quanto fuorviante, se non ci si approccia ad esso con la mentalità giusta.
Nell’attesa di salire anche noi sul palco del Palais a ritirare il nostro bravo e meritatissimo felino dorato (è solo questione di tempo…), intanto a Cannes abbiamo portato anche il Presidente dell’agenzia.
Ma questa è un’altra storia. O meglio, un altro post.

2 responses to “the back side of a copywriter”

  • Il venato says:

    Che dire…..Ambush Marketing durissimo….
    Ma la capacità di farsi riprendere è un’arte. Non basta mettersi davanti a una telecamera (e non si vede neanche l’url…). Se poi la telecamera è quella di Cannes Fringe è più dura ancora.
    Evidentemente la creatività della maglietta spaccava rispetto le mise degli abiti scuri in ballo sulla pista.
    Non che sia più bella ma sicuramente si fa vedere. Ed è questo l’obiettivo. Nevvero imberbe copy?
    O forse è solo il culo del principiante?!?
    Comunque il post non è male.
    Scrivi bene e hai le idee chiare ragazzino……..
    In bocca al lupo. Anzi al Leone.

    Comment by Il venato
    Giugno 24th, 2008 @ 6:24 pm

  • chris says:

    …io c’ero! Opinione mia, a parte lo “sballo” e fin qui siamo tutti daccordo, la cosa che rende sempre meno stimolante Cannes è che il dorato mondo dell’ADV è, passatemi il termine, “inscatolato” nel Palais! tra la gente, tra i tanti curiosi consumers, tra gli amanti della creatività, perchè no, il nulla…Ai Lions ognuno si parla addosso tra la bagarre dei grandi nomi che, per mantenersi grandi alla faccia del mondo, devono avventurarsi in pindariche arrampicate sui vetri del Palazzo, un deserto degno del Buzzati! Aspettate e sperate che arrivino i tartari miei cari creativi (soprattutto italiani), perchè i tartari sono già arrivati e vi stanno sfilando i Clienti da sotto il naso! Come? con la creatività vera, con le strategie di mercato, senza speculazioni, senza listini milionari, senza kilometri di scrivanie (da “confessioni di un pubblicitario” di D. Ogilvy), etc. Personalmente se la comunicazione e di conseguenza la creatività si pongono per prime lontano dalla “gente”, penso che sia meglio il successo di un brand che un riconoscimento spesso anche troppo politicizzato. Meglio un brand da leoni che un leone…su una mensola d’agenzia. Scusate il mio essere critico a questo riguardo.

    Comment by chris
    Giugno 24th, 2008 @ 6:46 pm

Leave a Reply

Your email will not be published, nor will it be harvested.
Items marked with a * are required.