the back side of a copywriter
Martedì, Giugno 24th, 2008
Porta un giovane copywriter ai Cannes Lions, praticamente il carnevale di Rio dei pubblicitari. Fagli indossare la t-shirt nuova di zecca della sua altrettanto giovane e dinamica agenzia, e catapultalo alla festa di Shots, una delle più cool della Croisette. Risultato: un flusso di relazioni pubbliche da far impallidire il più scafato dei diplomatici dell’ONU.
Un po’ di fortuna e può anche accadere che una crew di giovani video blogger londinesi immortali l’imberbe copy in un frame del docu-video del party, pubblicato su Cannes Fringe e visibile anche qui in basso:
Cannes, per un giovane pubblicitario italiano, è una buona occasione per venire a contatto con i creativi di mezzo orbe terracqueo e accorgersi ancora una volta di quanto questo mestiere sia influenzabile e influenzato dal contesto socio culturale a cui si appartiene.
Ed è meglio non dimenticare, che non è tutto oro quello che luccica, e che, passato il carnevale di Rio, puliti i coriandoli e smaltito l’hangover, resta la realtà di un ambiente tanto affascinante quanto fuorviante, se non ci si approccia ad esso con la mentalità giusta.
Nell’attesa di salire anche noi sul palco del Palais a ritirare il nostro bravo e meritatissimo felino dorato (è solo questione di tempo…), intanto a Cannes abbiamo portato anche il Presidente dell’agenzia.
Ma questa è un’altra storia. O meglio, un altro post.
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