spazi virtuali per il marketing relazionale
Trasformare il brand in esperienza sul Virtual Social World. È la strategia alla base dell’operazione “catalogo virtuale” con cui Comunicattore ha accompagnato Alfa Lum su Second Life.
Le porte e i serramenti prodotti dall’azienda trovano collocazione su una bellissima isola esotica nel cuore del mondo sociale virtuale. I visitatori possono così visitare lo showroom dell’azienda, allestito come una galleria di preziosi oggetti di design: è inoltre possibile reperire informazioni sui singoli prodotti attraverso schermi interattivi. 
Il design dell’isola Alfa Lum, curato da Indusgeeks, è completato da aree relax posizionate nei luoghi più suggestivi di questo vero e proprio resort tropicale virtuale.
Per maggiori informazioni e per visitare l’isola, clicca qui.

ma mastro lindo lì in primo piano si preoccupa delle pulizie?
Ottimo esempio di cross over pubblicitario……..
Comment by Il venato
Giugno 18th, 2008 @ 6:07 pm
Avevo fatto un account in Second Life per controllare l’effettiva bontà di una soluzione basata su di esso ma ho concluso che ha notevoli pecche:
- Target: la maggioranza non corrisponde alle aspettative, è generalizzato, e tantissimi sono personaggi che scappano dalla realtà e si vanno a divertire in un luogo fantastico, quindi non sono minimamente interessati a una corrispondenza in real world.
Poi sono cmq persone che hanno scelto di mettere mano su un gioco virtuale, quindi non è da tutti.
- Gioco per il gioco: i veri affari li fanno gli sviluppatori delle isole, chi crea oggetti virutali, chi fa i sondaggi e i cartelloni pubblicitari. Tutto gira attorno i linden dollars… che poi si trasformano in dollars solo per pochi nerds incalliti. La stragrande maggioranza di utenti deve scegliere: investire dollars per comprarsi linden e un avatar ben messo e/o diventare un ossesso del gioco, il che diventa problematico se uno deve pensare alla propria attività… non può certo passare ore al gioco. Se fa sul serio deve anche affrontare una curva di apprendimento elevata per capire e mantenere le dinamiche del business SL per un ritorno molto esiguo di…. linden. Che mi risulti nessuno ha fatto migliaia di euro con un’oretta al giorno di SL.
- Mondo: il mondo è molto disorganizzato, i gestori forse dovevano dare meno libertà di azione agli utenti, o dare in concessione le isole con una base di strade e urbanizzazione. Invece è tutto a caso, e a comparti stagni, strade che si troncano, mondi che contrastano, sono rari i posti idilliaci e ordinati come in foto, e sono pressochè isolati. Ci sono invece posti affollati per subculture di ogni tipo che bazzicano nel goth, nerd, fantasy, ecc… quindi lo scenario secondo me contrasta molto e forse rende poco credibile anche “ciò che dovrebbe essere serio”.
Cmq sono aperto ad altri confronti
Comment by ZOD
Giugno 24th, 2008 @ 12:55 pm
Caro Zod, qui non si tratta di fare Linden dollari a palate su Second Life, o di generare business “reale” attraverso operazioni sul mondo virtuale. Chi ci ha provato, e stiamo parlando di fior di multinazionali con fior di investimenti, non è stato premiato dai risultati voluti. Molte delle ragioni di questi piccoli o grandi fallimenti le hai spiegate tu stesso nella tua critica costruttiva. Trasportare il reale nel virtuale, come insegna Pierre Lévy, è pura utopia, perchè le dinamiche sono semplicemente differenti.
Tuttavia, è possibile sfruttare in modo virtuoso le opportunità offerte dal Virtual Social World, a parere di chi scrive una delle idee più brillanti dell’ultimo decennio.
Nell’era della centralità del consumo, chi compra non cerca solamente un prodotto, vuole vivere un’esperienza.
Da questo punto di vista, Second Life è uno strumento di brand experience straordinario. L’esempio del catalogo virtuale di Alfa Lum è calzante. Gli avatar dei potenziali clienti – o quelli messi a loro disposizione dell’azienda stessa – passeggiano tra i prodotti, collocati nell’incantevole scenario di un’isola tropicale. Il marchio diventa esperienza grazie al mondo virtuale.
Un altro aspetto da non trascurare è quello della sostenibilità economica di tali operazioni di brand experience. Quanto costerebbe per un’azienda di medie dimensioni sviluppare un software ad hoc per trasformare i propri prodotti in esperienze emozionanti? L’enormità di risorse da allocare renderebbe sconveniente l’operazione. Utilizzare Second Life come un software in grado di generare brand experience è decisamente più economico. Non solo. Il mondo virtuale creato dai ragazzi di Linden Lab è stabile e testato da milioni di utenti, siano essi smanettoni della tastiera, studiosi di sociologia o semplici curiosi.
Infine, non bisogna dimenticare il cosiddetto “effetto volano” generato dallo sbarco di un’azienda su Second Life. Molto spesso, l’ingresso di un’azienda nel Virtual Social World è in grado di innescare dinamiche di diffusione e di comunicazione sui media tradizionali, per il solo fatto che se ne parla.
In conclusione, Second Life è senza dubbio una risorsa preziosa per un marketing che diventa sempre più “sociale”. A patto di considerare la piattaforma di Linden Lab un mezzo e non un fine.
Comment by Fabri (a.k.a. Copy Wan Kenobi)
Giugno 24th, 2008 @ 4:09 pm
Condivido alcune tue osservazioni Fabri. Rimango tuttavia convinto dell’inutilità e limitatezza di SL. Per me resta un giocattolo per i nerd, o una moda per altri curiosi. Di certo non genera ne la quantità ne la qualità di traffico che si vorrebbe, poi è scomodo e troppo giocoso per valorizzare bene qualcosa che merita attenzione.
Indubbiamente SL ha avuto un boom mediatico notevole, e molte grosse aziende l’hanno provato, forse come complemento di altre campagne, non saprei dirti.
Quindi ti quoto la frase azzeccatissima “l’ingresso di un’azienda nel Virtual Social World è in grado di innescare dinamiche di diffusione e di comunicazione sui media tradizionali, per il solo fatto che se ne parla”.
Esatto, credo che l’utilità di un negozio in SL si esaurisca con le inserzioni sui giornali, sul sito e altri canali. Ti puoi attribuire una sorta di stravagante plus, seppure effimero come le ali di una farfalla.
Quindi cosa propongo come alternative? Per il traffico ci sono attività web più mirate e forse meno costose come: articoli in portali tematici, banner in siti selezionati, posizionamento in google, promozioni periodiche.
Sui giornali invece della notizia stravagante di SL si mette una promo sfruttabile online.
Per l’esperienza virtuale? ma sinceramente SL anche su questo fronte cosa da? io ho comprato qualche oggetto, ed ho guardato i cataloghi sui muri, il 90% dei casi ho imprecato per le angolazioni e gli zoom scomodi (e nelle isole dove non si vola ho saltato come un dannato per vedere certi cartelloni), e poi c’è totale carenza di info stampabili/salvabili… alla fine è un gioco.
Esistono esperienze migliori di questa? direi proprio di si!
Basta studiare bene il catalogo nel sito: foto grandi e arricchite di dettagli! video! animazioni flash! e non sarà neanche paragonabile con la disastrosa esperienza in SL.
Comment by ZOD
Luglio 4th, 2008 @ 6:36 pm